A circa 3 Km, sorge su un territorio che per milioni di anni fu interessato da un'intensa attività vulcanica dalla quale ha avuto origine il
lago di Bolsena.
Le prime tracce umane sono risalenti all'età del bronzo e all'età del ferro con ritrovamento di numerosi reperti attribuibili alla cultura villanoviana.
I siti archeologici più importanti di questo periodo sono identificabili nelle località del "
Gran Carro",
Tempietto,
La Capriola,
Melona,
La Civita d'Arlena, e i numerosi reperti ivi rinvenuti sono oggi conservati presso il
Museo Territoriale del Lago di Bolsena sito nella Rocca Monaldeschi della Cervara.
Proprio la cultura Villanoviana nel corso del VII sec. a.C. diede poi origine alla civiltà etrusca le cui testimonianze sono rintracciabili presso il complesso archeologico di Barano; sulla rupe che ospita la Rocca Monaldeschi ed il quartiere medievale del Castello e, a testimonianza della continuità tra la cultura Villanoviana e quelle etrusca, presso il sito di Civita d'Arlena.
Con l'avanzata del dominio romano tra il 281 a.C. e il 264 a. C. le ultime città/stato etrusche furono conquistate: prima
Tarquinia, poi
Vulci ed infine
Velzna (l'attuale Orvieto).
Conquistata dal console M. Fulvio Flacco, venne rasa al suolo nel 264 a.C. e rifondata dai superstiti deportati a Bolsena con il nome romano di
Volsinii.
Della Volsinii etrusco-romana restano numerosi resti sul territorio: l'antica cinta muraria (in origine di oltre 4 Km di lunghezza), il tempio di
Poggio Cassetta, il santuario del Pozzarello ed il santuario del Poggetto. In seguito con la sua elevazione a Municipium la sua integrazione nel mondo romano fu completa. L'anfiteatro del
Mercatello e gli scavi di
Poggio Moscini sono un esempio dell'intensa attività edilizia di questo periodo. Nella seconda metà del V sec. d. C. Bolsena fu rasa al suolo dai Longobardi e i superstiti abbandonarono la città romana e costruirono un nuovo borgo sulla rupe che ancora oggi ospita il quartiere medievale. Alla fine della dominazione Longobarda, Bolsena entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa sotto la diocesi di Orvieto di cui divenne in pratica una proprietà: infatti, nel 1398 il papa Bonifacio IX la concesse in vicariato ai Monaldeschi della Cervara, che ne ebbero il possesso fino alla metà del XV secolo. All'epoca dei Monaldeschi risale la rocca che domina la rupe attorno alla quale si stringe il borgo medievale e, che dal 1991 è sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Nel corso del Rinascimento, la storia di
Bolsena procede parallelamente a quella del Papato. Fu meta ambita di illustri personaggi, dal cardinale Giovanni de' Medici (il futuro Leone X), alla cui volontà di deve la costruzione della facciata della
Chiesa di Santa Cristina (fine XV sec.), al cardinale Tiberio Crispo che, intorno alla metà del '500, fece erigere il palazzo che porta il suo nome, dal Poteficie Pio II Piccolomini, a Paolo III Farnese.
Di particolare rilievo è la
Basilica di Santa Cristina, un complesso architettonico distinto in quattro nuclei: la basilichetta ipogea detta Grotta di Santa Cristina e le Catacombe cristiane, la parte più antica del complesso; l'edificio romanico a tre navate, la cappella del Miracolo e la cappella di San Leonardo.
Il lago di Bolsena è il quinto per estensione e il più grande dei bacini craterici d'Italia. Ha una superficie di 114 Km
2 e una profondità massima di 154 m. Le sue isole
Martana e
Bisentina sono situate rispettivamente di fronte all'abitato di Marta e di Capodimonte, erede dell'antica Bisentium da cui l'isola prende il nome.
L'isola
Martana è famosa perché vi venne relegata e poi uccisa
Amalasunta, figlia di Teodorico e regina dei Goti.
L'isola
Bisentina, assai più grande della Martana, contiene numerose costruzioni di interesse storico, oltre a rappresentare un unicum per la rigogliosa e variegata vegetazione ivi presente.
Nel periodo estivo potrete godervi le bellezze del lago e dell'isola Bisentina grazie a viaggi giornalieri in battello con partenza dal porto di Bolsena.
Il lago propone una nutrita fauna ittica:
anguille,
tinche,
lucci,
lattarini,
boccaloni,
coregoni.
Situato sulle alture prospicienti il residence, facilmente raggiungibile a piedi o in mountain-bike per una strada di campagna che attraversa campi e boschi, si estende su una superficie delimitata da due fossi a regime idrico perenne: il fosso di Turona, e il fosso di Arlena. Raggiunge un'altitudine di circa 380 m sino a culminare con il poggio della Civica, a 477 m. Numerose strade e sentieri conducono in luoghi di particolare valore naturalistico e storico-archeologico, tutto supportato da pannelli didattici che illustrano, in sintesi, gli aspetti floristici e faunistici del parco, gli antichi insediamenti umani e le caratteristiche morfologiche del territorio.